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Il giornalino dell'Agnesi - questa volta online

Spazzatura Spaziale, Il percolo sopra di noi

Spazzatura Spaziale, Il percolo sopra di noi

DI Lorenzo Zanichelli e Mattia Vivorio

Di recente, con il movimento Fridays For Future, si è parlato molto di proteggere l’ambiente e di gestione dei rifiuti. Ma i rifiuti sul nostro pianeta sono gli unici di cui ci dobbiamo preoccupare: l’uomo è riuscito a lordare pure lo spazio!

La spazzatura spaziale è composta principalmente da detriti abbandonati in orbita.I detriti provengono da satelliti in orbita caduti in disuso, da sonde, pannelli solari, razzi, frammenti e parti di navicelle o utensili andati perduti durante missioni spaziali.

Potrebbero, addirittura, essere semplici scaglie di vernice. Questi rifiuti orbitano attorno alla terra a velocità elevatissime; alcuni si trovano in orbita bassa, vicini alla Terra e riescono ad attraversare, entro breve tempo, l’atmosfera terrestre e bruciare completamente a causa dell’attrito dell’aria, altri, invece, sono troppo lontani per rientrare sulla Terra e rimangono in orbita per moltissimi anni (anche secoli). Ormai, la massa di questi detriti nello Spazio ammonta a 8000 tonnellate. 

Un dato abbastanza allarmante.

Il problema principale che deriva da questa discarica spaziale è il possibile scontro con un satellite, o una missione spaziale. Infatti a causa della loro elevatissima velocità anche un piccolo detrito grosso come un fagiolo può avere la forza di un fucile a pompa.

Questo è un problema molto serio perché questi detriti possono danneggiare gravemente altre sonde orbitali generando così altra spazzatura spaziale. Con l’esplosione di queste ultime si formano altri frammenti che potrebbero colpire altre sonde dando il via ad un pericoloso effetto domino.

 Studi e ricerche sono stati avviati per trovare una soluzione a questo problema, considerando anche il continuo aumento di satelliti in disuso in orbita e i nuovi progetti per missioni spaziali che dovranno affrontare questo campo minato.

L’ESA (Agenzia Spaziale Europea) ha avviato due progetti a questo scopo:

Il primo prevede l’utilizzo di un robot e un satellite che, simulando la rivoluzione del detrito da recuperare, lo agganci tramite due braccia meccaniche e lo riporti sulla Terra. Utile, in particolare, per detriti spaziali di grandi dimensioni.

Un altro sistema prevede l’aggancio di grandi detriti spaziali, tramite una rete che viene lanciata, da una giusta distanza, verso il pezzo da intercettare, avvolgendolo con l’aiuto del movimento del detrito stesso, per poi precipitare insieme verso la Terra.

La NASA stessa ha progettato un sistema di monitoraggio, ORDEM 3.0, in modo da rilevare detriti di grandi dimensioni, tramite strutture sulla Terra, e da evitare esplosioni di grandi dimensioni.

Una delle grande sfide della nuova era spaziale, iniziata da nuovi impresari come Elon Musk, sarà quello di ridurre l’inquinamento spaziale e trovare dei nuovi sistemi per ripulire lo spazio dai rifiuti esistenti.

Tutti i rifiuti satellitari che si stanno monitorando al momento (immagine della NASA)

e.Deorbit, la soluzione proposta dall’ESA per lo smaltimento dei rifiuti spaziali