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Il giornalino dell'Agnesi - questa volta online

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La Copertina di Ottobre

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Artwork di Chiara Cencig

Le Proteste di Hong Kong

Le Proteste di Hong Kong

Di Francesca Tomasoni Hong Kong è in subbuglio. Le proteste non si sono fermate; gli scontri si fanno man mano più violenti, coinvolgendo persone di tutte le età. I manifestanti non si sono limitati a scendere in strada con gli ombrelli, ma si sono anche […]

La leggenda di Jack O’ Lantern

La leggenda di Jack O’ Lantern

Di Matteo Torsiglieri

La tradizione della zucca intagliata di Halloween risale a una leggenda irlandese della fine dell’800, in cui si narra che un fabbro di nome Jack, dal carattere focoso, astuto e avido, ingannò più volte il diavolo con dei sotterfugi.

Una notte Jack era in un pub irlandese quando un misterioso soggetto gli si avvicinò e lo trasse in disparte, dicendogli che era l’incarnazione del diavolo e che era destino che il fabbro morisse la notte stessa.

Questa frase avrebbe messo in soggezione chiunque, ma non Jack, che, dopo aver riflettuto su una soluzione, chiese al demone di trasformarsi in moneta per permettergli un’ultima bevuta.

Satana, non vedendoci nulla di male, acconsentì alla sua richiesta trasformandosi in moneta.

Jack allora chiuse la moneta nel suo borsellino e vi mise accanto un crocefisso d’argento, impedendo così al diavolo di ritrasformarsi.

Dopo le prime sfuriate il demonio si accorse che non c’era niente da fare e decise di negoziare con Jack, che chiese dieci anni di vita in più. Il “poveretto” esaudì il desiderio e Jack tolse lui e il crocefisso dal borsellino.

Dieci anni dopo Satana tornò ricordandogli il patto stretto dieci anni prima; Jack non protestò, ma chiese al diavolo di recuperargli una mela che lui non riusciva a raggiungere.

Il diavolo, divertendosi al pensiero di poter umiliare colui che lo aveva ingannato, si arrampicò sull’albero, ma Jack incise una croce sul tronco, bloccandolo sul ramo.

Per farlo scendere, questa volta Jack chiese la possibilità di evitare l’eterna dannazione e, dopo una lunga contrattazione, fece scendere il diavolo dall’albero.

Quest’ultimo, furioso, tornò negli inferi.

Quando il fabbro morì aveva commesso troppi peccati per essere accolto in paradiso e, dirigendosi verso il regno del tormento, si chiese se il suo rivale lo avrebbe accettato.

Arrivato ai famosi cancelli disse il suo nome e, quasi istantaneamente, comparve il diavolo che, soddisfatto, gli ricordò del loro patto.

Jack quindi si allontanò sconsolato e il diavolo gli lancio una lanterna. Il fabbro la mise dentro una zucca e da allora è destinato a vagare sulle sponde del fiume dei morti.

Alcuni abitanti d’Irlanda sostengono di averlo visto vagare la notte di Halloween per le strade di Dublino mentre spaventava gli abitanti ridendo come un pazzo.

Secondo le credenze di allora mettendo una zucca intagliata sul balcone della propria casa è possibile tenere lontano Jack che, scambiando la zucca per la propria testa, si spaventerà.

Per questo motivo la zucca di Halloween in inglese è chiamata Jack O’Lantern.

Spazzatura Spaziale, Il percolo sopra di noi

Spazzatura Spaziale, Il percolo sopra di noi

DI Lorenzo Zanichelli e Mattia Vivorio Di recente, con il movimento Fridays For Future, si è parlato molto di proteggere l’ambiente e di gestione dei rifiuti. Ma i rifiuti sul nostro pianeta sono gli unici di cui ci dobbiamo preoccupare: l’uomo è riuscito a lordare […]

Intervista a COSA ASPETTI?

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Intervista di Gaia Busoni Co2sa aspetti è il gruppo, formato da studenti e professori, che si impegna per la salvaguardia dell’ambiente a scuola, nato a gennaio di quest’anno. Ho deciso di intervistare brevemente la professoressa Mazza e due studentesse, Valentina e Giulia, per vedere i […]

La vera storia della Sposa Cadavere

La vera storia della Sposa Cadavere

Articolo di Sara Scrignoli

Probabilmente tutti hanno visto almeno una volta “La sposa cadavere”, il celebre film di Tim Burton, in pochi però sanno che la storia della povera Emily non è stata ideata dall’illustre regista. 

Esistono diverse leggende che narrano una storia simile, il racconto però da cui Tim Burton prese ispirazione è “Il dito”, scritto da un rabbino ebraico vissuto nel XVI secolo. La trama infatti è analoga: una donna viene uccisa il giorno del suo matrimonio e sepolta con l’abito da sposa indosso. Qualche tempo dopo un giovane in procinto di sposarsi arriva al luogo in cui la donna è stata seppellita, nota un ramo e, immaginando che sia un dito, gli infila l’anello pronunciando il voto nuziale. Quello però non era un ramo bensì il dito della sposa, la quale esce dal terreno reclamandolo come suo marito. L’unica differenza rispetto alla pellicola è presente nella conclusione: una corte di rabbini proclama l’invalidità del matrimonio e la sposa con un grido si dissolve in un mucchio di ossa lasciando per sempre il regno dei vivi.

La storia di Emily tuttavia non è solo finzione. Per ricostruire gli eventi è necessario fare un salto indietro nel tempo e tornare nel 1930. Carl Tanzler è un radiologo tedesco che lavora all’ospedale di Key West. Da bambino disse di avere avuto più volte la visione di una sua ava, la Contessa Anna Constantia Von Cosel, che gli mostrò il volto del suo vero amore: una donna esotica, dai capelli scuri. Un giorno conosce Maria Helena Milagro, detta Helen, una giovane di appena ventidue anni che è lì per dei controlli. Tanzler riconobbe Helen come la visione apparsagli da bambino e se ne innamorò. Dagli esami emerse che Helen era malata di tubercolosi e l’uomo cercò di curarla in tutti i modi. I suoi tentativi, purtroppo, si rivelarono vani e, nel 1931, Helen morì. 

Fu Carl stesso a pagare il funerale e, dopo aver ricevuto il consenso della famiglia della ragazza, fece costruire un mausoleo nel cimitero dell’ospedale, dove si recava ogni notte per fare visita alla sua amata. L’uomo in seguito affermerà che durante quelle notti lo spirito di Helen gli chiedeva di portarla via. Nel 1933 quindi Tanzler riesumò la salma e la portò a casa sua, dove tentò di farla resuscitare con metodi alquanto fantascientifici e, non riuscendovi, si limitò a ricostruire il corpo della donna usando della seta, un paio di occhi di vetro e una parrucca. Carl ricorderà questo momento come “il matrimonio”. 

Il corpo rimase lì per sette anni fino a quando, nel 1940, la sorella di Helen andò a parlare con Carl in merito a delle voci che sostenevano che Tanzler vivesse con il cadavere di Helena. 

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Una volta fatta la macabra scoperta la donna chiamò la polizia che arrestò Carl e lo sottopose a una perizia psichiatrica. L’uomo venne dichiarato capace di intendere e di volere e fu processato con l’accusa di aver distrutto una tomba e aver sottratto un cadavere senza permesso. Tanzler però non venne mai condannato in quanto il reato era ormai caduto in prescrizione. Il corpo della giovane e sventurata Helen venne esaminato dai medici e restituito in seguito alla famiglia, la quale lo seppellì in una tomba senza nome per evitare ulteriori attenzioni.

Dopo essere stato separato dal corpo della propria amata Carl costruì una maschera con le sembianze di Helena, così da averla sempre accanto a sé. 

Il radiologo morì nel 1952 nella sua abitazione e il suo corpo venne ritrovato riverso a terra tre settimane dopo il decesso, mentre stringeva fra le braccia la maschera di Helen. L’opinione pubblica lo vide come un devoto innamorato che aveva compiuto un atto tanto estremo quanto romantico. 

Personalmente non credo che si possa definire questa storia romantica o commovente. Credo invece che quanto accaduto alla povera Helena sia molto triste. Helen era una ragazza giovane e piena di sogni, una ragazza a cui è stata strappata la vita troppo presto. 

Ho visto molte volte il film di Tim Burton e ciò che più mi ha colpito è che Emily alla fine riesce a trovare la pace. Era questo che si meritava Helena: la pace. 

Non ritengo che ci sia amore in ciò che ha fatto Tanzler; ritengo piuttosto che sia agghiacciante l’ossessione mostrata nei confronti di quella ragazza e credo sia ancora più infelice pensare che Helena non è mai riuscita ad avere giustizia e, dopo tutto quello che ha fatto, un uomo del genere è stato considerato un eroe e un esempio di come l’amore possa durare per sempre. 

L’unica cosa che mi auguro è che, ora che è tutto finito, Helen possa finalmente riposare.