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Il giornalino dell'Agnesi - questa volta online

La questione Curda

La questione Curda

Articolo di Matteo Torsiglieri

In Turchia, da ormai 5 anni, vige un regime dittatoriale comandato da Erdogan, che pur avendo vinto le elezioni governa in modo autoritario.
Il presidente turco ha dichiarato quasi subito guerra ai curdi, suoi nemici storici, che negli ultimi anni sono stati fondamentali nella guerra contro l’ISIS.


Dopo aver cacciato questa popolazione dalla regione, Erdogan ha recentemente dato appoggio ad associazioni terroristiche che hanno commesso atti di pirateria su navi petroliere degli Stati Uniti affermando che esse si trovavano su territorio turco e che quindi avevano il diritto di sequestrare le imbarcazioni. In realtà le navi erano in acque internazionali.

Da quando Erdogan è salito al potere sta cercando di realizzare delle dighe sui fiumi mesopotamici Tigri ed Eufrate. La Siria e l’Iraq sono però contrari a questo progetto, in quanto, se venisse dato il via libera, si ritroverebbero a dipendere quasi completamente dalla Turchia per l’approvvigionamento idrico.


Dopo essere stata per anni una preziosa alleata per gli Stati Uniti, la Turchia oggi sembra essersi allontanata sia dall’America di Trump che dall’Unione Europea alla quale, solo qualche anno fa, aveva chiesto di entrarne a far parte. Nonostante l’UE faccia pressioni su Erdogan quest’ultimo ha minacciato di far entrare in Europa una gran quantità di migranti provenienti dal medio oriente.


Ma la situazione interna sta lentamente volgendo a sfavore di Erdogan come dimostra la recente perdita di voti a favore del presidente in alcune città, tra cui la capitale Ankara e le città di Istanbul (da dove Erdogan stesso proviene) e Smirne.