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Il giornalino dell'Agnesi - questa volta online

La vera storia della Sposa Cadavere

La vera storia della Sposa Cadavere

Articolo di Sara Scrignoli

Probabilmente tutti hanno visto almeno una volta “La sposa cadavere”, il celebre film di Tim Burton, in pochi però sanno che la storia della povera Emily non è stata ideata dall’illustre regista. 

Esistono diverse leggende che narrano una storia simile, il racconto però da cui Tim Burton prese ispirazione è “Il dito”, scritto da un rabbino ebraico vissuto nel XVI secolo. La trama infatti è analoga: una donna viene uccisa il giorno del suo matrimonio e sepolta con l’abito da sposa indosso. Qualche tempo dopo un giovane in procinto di sposarsi arriva al luogo in cui la donna è stata seppellita, nota un ramo e, immaginando che sia un dito, gli infila l’anello pronunciando il voto nuziale. Quello però non era un ramo bensì il dito della sposa, la quale esce dal terreno reclamandolo come suo marito. L’unica differenza rispetto alla pellicola è presente nella conclusione: una corte di rabbini proclama l’invalidità del matrimonio e la sposa con un grido si dissolve in un mucchio di ossa lasciando per sempre il regno dei vivi.

La storia di Emily tuttavia non è solo finzione. Per ricostruire gli eventi è necessario fare un salto indietro nel tempo e tornare nel 1930. Carl Tanzler è un radiologo tedesco che lavora all’ospedale di Key West. Da bambino disse di avere avuto più volte la visione di una sua ava, la Contessa Anna Constantia Von Cosel, che gli mostrò il volto del suo vero amore: una donna esotica, dai capelli scuri. Un giorno conosce Maria Helena Milagro, detta Helen, una giovane di appena ventidue anni che è lì per dei controlli. Tanzler riconobbe Helen come la visione apparsagli da bambino e se ne innamorò. Dagli esami emerse che Helen era malata di tubercolosi e l’uomo cercò di curarla in tutti i modi. I suoi tentativi, purtroppo, si rivelarono vani e, nel 1931, Helen morì. 

Fu Carl stesso a pagare il funerale e, dopo aver ricevuto il consenso della famiglia della ragazza, fece costruire un mausoleo nel cimitero dell’ospedale, dove si recava ogni notte per fare visita alla sua amata. L’uomo in seguito affermerà che durante quelle notti lo spirito di Helen gli chiedeva di portarla via. Nel 1933 quindi Tanzler riesumò la salma e la portò a casa sua, dove tentò di farla resuscitare con metodi alquanto fantascientifici e, non riuscendovi, si limitò a ricostruire il corpo della donna usando della seta, un paio di occhi di vetro e una parrucca. Carl ricorderà questo momento come “il matrimonio”. 

Il corpo rimase lì per sette anni fino a quando, nel 1940, la sorella di Helen andò a parlare con Carl in merito a delle voci che sostenevano che Tanzler vivesse con il cadavere di Helena. 

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Una volta fatta la macabra scoperta la donna chiamò la polizia che arrestò Carl e lo sottopose a una perizia psichiatrica. L’uomo venne dichiarato capace di intendere e di volere e fu processato con l’accusa di aver distrutto una tomba e aver sottratto un cadavere senza permesso. Tanzler però non venne mai condannato in quanto il reato era ormai caduto in prescrizione. Il corpo della giovane e sventurata Helen venne esaminato dai medici e restituito in seguito alla famiglia, la quale lo seppellì in una tomba senza nome per evitare ulteriori attenzioni.

Dopo essere stato separato dal corpo della propria amata Carl costruì una maschera con le sembianze di Helena, così da averla sempre accanto a sé. 

Il radiologo morì nel 1952 nella sua abitazione e il suo corpo venne ritrovato riverso a terra tre settimane dopo il decesso, mentre stringeva fra le braccia la maschera di Helen. L’opinione pubblica lo vide come un devoto innamorato che aveva compiuto un atto tanto estremo quanto romantico. 

Personalmente non credo che si possa definire questa storia romantica o commovente. Credo invece che quanto accaduto alla povera Helena sia molto triste. Helen era una ragazza giovane e piena di sogni, una ragazza a cui è stata strappata la vita troppo presto. 

Ho visto molte volte il film di Tim Burton e ciò che più mi ha colpito è che Emily alla fine riesce a trovare la pace. Era questo che si meritava Helena: la pace. 

Non ritengo che ci sia amore in ciò che ha fatto Tanzler; ritengo piuttosto che sia agghiacciante l’ossessione mostrata nei confronti di quella ragazza e credo sia ancora più infelice pensare che Helena non è mai riuscita ad avere giustizia e, dopo tutto quello che ha fatto, un uomo del genere è stato considerato un eroe e un esempio di come l’amore possa durare per sempre. 

L’unica cosa che mi auguro è che, ora che è tutto finito, Helen possa finalmente riposare.