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Il giornalino dell'Agnesi - questa volta online

I Golden Globe 2020: L’opinione Di Zanichelli

I Golden Globe 2020: L’opinione Di Zanichelli

Articolo di Lorenzo Zanichelli

Il 5 gennaio 2020: All’Hilton Hotel di Beverly Hills si tiene la 77esima edizione dei Golden Globes. A condurre Ricky Gervais, un comico stand up famoso per aver recitato nella ben nota serie televisiva “The Office”, che aveva già condotto la premiazione ben quattro volte. Ma questa volta per molte celebrità di Hollywood il suo humor è stato un po’ troppo schietto per i loro gusti.

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Battute come “Molti di voi sono andati a scuola meno di Greta Thunberg” “Dite di essere woke (progressive) ma siete partner di compagnie che sfruttano il lavoro minorile e stanno rovinando il pianeta come Apple, Amazon, Disney”, “Se l’Isis avesse un canale di streaming di film, partecipereste subito”, ma soprattutto “Voi non sapete niente del mondo reale, quindi per piacere non usate questa premiazione per fare discorsi di politica” subirono i fischi della sala. Tra gli attori che ignorarono il consiglio del comico e fecero comunque prediche politiche spiccò Joaquin Phoenix, vincitore del premio miglior attore per il film Joker, che rivolse il suo messaggio non resto del mondo, ma agli attori in sala, implorandoli di essere meno ipocriti e ammonendo che “Non c’è bisogno di prendere il Jet privato tutte le volte che volete andare al mare.”

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Le reazioni dei Media? Alcuni, come il New York Post risero assieme a Gervais e lo complimentarono per la sua satira al tempo stesso molto divertente e molto cattiva. Altri, come l’Indipendent, lo accusano di aver reso meno progressive la cerimonia, che da tempo molti attori usano per lanciare messaggi politici progressisti sfruttando la loro influenza.

LA MIA OPINIONE
Bene, allacciate le cinture, perché abbandoneremo la santa terra dell’oggettività e dirò le mie opinioni sulla questione. Prima di tutto credo che molte persone stiano ingigantendo un problema inesistente. Le battute di Gervais, per quanto taglienti, sono pur sempre battute, e se il suo stile non piace a tutti, non è un problema suo. Sono comunque completamente dalla parte di Ricky e Phoenix. Il problema dell’ipocrisia di Hollywood è che non si rendono conto di esserlo. Nella ridente e liberale California, i problemi e le battaglie politiche di attori milionari non riflettono assolutamente i complessi bisogni del resto del mondo. Pur trascurando la loro palese ipocrisia, non sono degli esperti di politica; eppure (specialmente negli Stati Uniti) sono le voci più ascoltate e che ricevono la maggiore attenzione dai media.

Emblematica la premiazione degli Oscar dell’anno scorso, quando Jimmy Kimmel denunciò l’abuso di donne in tutto il mondo, che è un problema particolarmente dilagante proprio nell’elite di Hollywood di cui fa parte.

Per chiudere con le parole di Ricky: “La cerimonia dura già tre ore, salite sul podio, ritirate il vostro premio, ringraziate il vostro agente, e andatevene a quel paese.” Perché i Golden Globes non possono essere una semplice celebrazione apolitica dei migliori attori dell’anno?